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Scavi di Ercolano

Quattro ettari e mezzo di città romana sotto il paese moderno: piani superiori in piedi, legno carbonizzato, l’antica spiaggia con i fornici.

Dal Vesuvio verso Napoli: la costa ai piedi del vulcano e, in fondo, la città e il golfo.

Tutte le mete
Da Napoli
25min
Visita
due ore circa

Ercolano fu sepolta dalla stessa eruzione del 79 d.C., ma da flussi piroclastici invece che da cenere e lapilli: il calore ha carbonizzato la materia organica e l’ha conservata. Restano strutture in legno, piani superiori in piedi e persino resti di cibo, cose che altrove sono andate perdute.

È molto più piccola di Pompei: la città antica dentro le mura misurava una ventina di ettari, di cui circa quattro e mezzo scavati a cielo aperto, per forse quattromila abitanti. Il resto sta sotto Ercolano moderna, costruita sopra. Si gira in un tempo ragionevole, e questo cambia come si pianifica la giornata.

Foto: DimiTalen · CC0

Cosa si vede

  • L’antica spiaggia e i fornici

    La Galleria Martusciello, riaperta nel luglio 2026, è un tunnel di oltre cento metri scavato nella coltre vulcanica: scende dal livello della città moderna all’antica linea di costa. Nei fornici, i ricoveri per le barche, sono i resti di circa trecento persone.

  • La Casa dei Cervi

    Una delle abitazioni più ampie della città, su due livelli: il piano terra per i proprietari, quello sopra per la servitù. È fra le domus riaperte dal Parco con la Casa del Bel Cortile, la Casa dei Due Atri e la Casa dell’Erma di Bronzo.

  • Terme, palestra e Augustali

    A parte le terme, la palestra e la Sede degli Augustali, quasi tutto il parco visitabile è fatto di case private di età imperiale: impianti tradizionali, caseggiati per più famiglie, grandi residenze che si affacciavano sul mare.

  • La Villa dei Papiri

    Scavata solo in parte, è la villa dei rotoli carbonizzati che le danno il nome. Buona parte dell’antica Herculaneum resta sotto terra, compresa l’area del foro con gli edifici sacri e civili: qui lo scavo non è finito, è sospeso.

Come ci si arriva con noi

  • L’ingresso principale è al 187 di Corso Resina; il secondo è in via dei Papiri Ercolanesi 19, dove c’è anche il parcheggio comunale. Ti lasciamo a quello che preferisci.
  • Si arriva dall’A3 Napoli-Salerno con l’uscita Ercolano Scavi, poi si segue la segnaletica per il parco archeologico. Fra le mete vesuviane è la più vicina a Napoli.
  • Ercolano e il Vesuvio stanno sulla stessa strada: la provinciale per il cratere parte da qui, quindi le due mete entrano nella stessa giornata senza tornare indietro.

Da sapere

  • Il biglietto si compra sul canale ufficiale del Parco, ercolano.coopculture.it, e si mostra al cancello dal telefono o stampato.
  • Il Teatro antico è a parte: si scende nei cunicoli scavati dagli ingegneri borbonici nel Settecento, fino a circa venticinque metri sotto il livello della strada, accompagnati dal personale del Parco. Servono scarpe chiuse e robuste; elmetto e torcia li dà il Parco.
  • Il sito sta più in basso della città moderna: si scende e poi si risale, quindi scarpe comode. Chi ha difficoltà motorie conviene che lo segnali in biglietteria al momento dell’ingresso.
  • La visita guidata, se la vuoi, si prenota direttamente con una guida turistica abilitata. Noi ci occupiamo del viaggio.
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